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LA GRAZIA E IL COMPITO DI RICOMINCIARE   versione testuale
Lettera Pastorale 1999-2000



S.E. Rev.ma Mons. ADRIANO CAPRIOLI La Grazia e il compito di ricominciare - Lettera Pastorale 1999-2000


Ho ricevuto diversi consigli da varie persone prima di accingermi a scrivere questa lettera, la mia prima lettera pastorale. "Scriva una bella lettera programmatica, come han¬no fatto i suoi predecessori, così che tutti sappiano quel¬lo che vuole". "Non scriva un trattato che poi nessuno legge; cer¬chi piuttosto di parlare di ciò che le sta più a cuore, da cuore a cuore". "Si ricordi di dire questo ... di non dimenticare quest'altro ... ". "Le raccomando: non sia troppo lungo, prolisso ... ". E così via. Confesso di avere la testa confusa! Sento il bisogno di silenzio, di tanto silenzio, che in questi giorni estivi fino a tarda notte è continuamente rotto dalla voce del mercato, dei cantanti, della batteria provenienti dalla vicina piazza del Duomo. Sento il bisogno di rientrare in me stesso, di ascolta¬re le voci che più hanno accompagnato il cammino di questo mio primo anno in terra reggiano-guastallese, di mettermi in silenzio davanti alla Parola di Dio, di pregare.

Signore,
non si inorgoglisce il mio cuore,
e non si leva con superbia il mio sguardo;
non vado in cerca di cose grandi,
superiori alle mie forze.
Io sono tranquillo e sereno
come un bimbo svezzato
in braccio a sua madre,
come un bimbo svezzato
è l'anima mia.
Speri Israele nel Signore,
ora e sempre
(Salmo 131)

Sembra che la traduzione migliore non sia quella di "bimbo svezzato in braccio a sua madre", ma quella di un bimbo svezzato "in groppa a sua madre", perché si tratta di una madre in cammino, che magari sta lavorando lungo i solchi della risaia o andando al mercato a com¬perare o salendo lungo il sentiero verso il villaggio, come ancora ho potuto vedere visitando la nostra mis¬sione in Madagascar.

08/09/1999

 

Lettera Pastorale 1999-2000