Cinque pani, due pesci e la folla - Lettera Pastorale 2002-2003
Inizio questa lettera domenica 4 agosto, dopo aver celebrato lEucaristia nella chiesetta di Compiano in Val dEnza. Provvidenza ha voluto che il Vangelo del giorno fosse quello della moltiplicazione dei pani secondo la versione di Matteo. Alla gente venuta dalla zona ho cercato, come potevo, di spiegare il Vangelo proclamato, che ora mi suggerisce il titolo e licona della nuova lettera pastorale. Ma perché scrivere lettere pastorali? Scrivo questa lettera dopo il pellegrinaggio diocesano nel giugno scorso in Turchia sulle orme di San Paolo. Non immaginavo quanto grandi fossero le distanze che lApostolo ha dovuto superare nei suoi viaggi missionari per avviare o visitare le prime comunità cristiane. Il suo desiderio era di ritornare più volte nelle comunità da lui fondate o visitate per confermarle nella fede. Impossibilitato a farlo di persona, inviava loro una lettera. Alle volte, come nel caso dei cristiani di Roma, inviava la lettera quasi per preparare il terreno a una sua prossima visita. Scrivo anchio questa lettera dopo aver avviato la visita pastorale nei vicariati di Rubiera e del Sassolese, e prima di poterla riprendere negli altri vicariati. È ripensando a queste prime visite pastorali, come anche alle Messe celebrate in questi primi anni nei vari incontri con le comunità parrocchiali sparse nel vasto territorio della nostra Diocesi, che sento il bisogno di comunicarvi qualche dono spirituale perché ne siate fortificati, o meglio per rinfrancarmi con voi mediante la fede che abbiamo in comune, come dice S. Paolo (Rm 1,12).