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La Chiesa chiama i chiamati   versione testuale








Domenica 22 aprile si celebra la Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni occasione per ricordarci che il «Signore ha voluto salvare gli uomini mediante gli uomini» (Paolo VI), per cui tutti siamo interessati che il Vangelo continui a diffondersi anche attraverso uomini e donne che si consacrano interamente alla missione di annunciare il felice annuncio che è Gesù Risorto.
Il beato e prossimo santo, il Papa Paolo VI a proposito di vocazioni ebbe a dire: «Le vocazioni! Nulla di più personale, nulla di più libero, nulla di più impegnativo che una vocazione. E nello stesso quanto essa è misteriosa, se davvero è una chiamata che viene da Dio e che si fa sentire al di dentro di un’anima. Eppure la voce di Dio si fa sentire attraverso la voce degli uomini, attraverso una Chiesa che chiama: la Chiesa chiama i chiamati!».
Il prossimo Sinodo dei Vescovi sul tema «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale» voluto da Papa Francesco è occasione propizia per riaffermare che è la Chiesa che chiama i chiamati e con voce autorevole e profetica fa risuonare le parola di Gesù «vieni, seguimi». Con la decisione di indire un Sinodo la Chiesa ha deciso di interrogarsi su come accompagnare i giovani a riconoscere e accogliere la chiamata all’amore e alla vita in pienezza che ci viene comunicata in Gesù Cristo.
Una Chiesa che chiama, perché ogni chiamata esige condizioni favorevoli per essere individuata, accolta, accompagnata e sostenuta. Per ogni vocazione è necessario da parte di tutto il popolo di Dio una sapiente pedagogia capace di suscitare l’interrogativo vocazionale, di verificare e di liberare la risposta alla Chiamata del Signore.
Il Signore Risorto chiama anche oggi. È decisivo guardare alla realtà delle vocazioni con uno sguardo di fede, non condannato o ripiegato sui numeri o sulle tabelle dei dati, ma capace di riconoscere con intelligenza spirituale che nel nostro contesto culturale «l’oggi proclamato da Gesù ci assicura che Dio continua a scendere per salvare l’umanità servendosi della collaborazione di altri uomini». Le nostre molteplici attività pastorali, o la rassegnazione e la lamentela non devono farci perdere di vista il primato della Grazia. In questi mesi ci sono state diverse professioni religiose nella nostra Diocesi e fra pochi giorni saranno ordinati cinque diaconi e due presbiteri del nostro Seminario: questi sono doni di Grazia.
Avere a cuore i giovani. Prendersi cura dei giovani non significa farli diventare il tutto e il centro delle iniziative pastorali, ma aiutare i giovani a «non rimanere all’infinito nell’indeterminazione» e a rischiare nel compiere scelte coraggiose, capaci di far sognare e di rendere la vita un dono. La nostra Chiesa diocesana si sta preparando alla celebrazione dei Sinodo “sui giovani” attraverso l’iniziativa delle «Tende in piazza» e in particolare con il Pellegrinaggio a piedi dei giovani, nel mese di agosto, lungo il territorio della Diocesi. Questi sono modi concreti con i quali la Chiesa si impegna nella sua missione di chiamare i chiamati, prendendosi a cuore la vita di ogni giovane.
Il coraggio di un esplicito annuncio vocazionale. Oggi i giovani non conoscono le diverse vocazioni attraverso le quali si vive l’unica vocazione battesimale alla santità e neppure percepiscono la possibilità di intraprendere un cammino di ricerca vocazionale: se qualcuno di loro percepisce qualche intuizione spirituale avvia una ricerca su internet. È necessario, pertanto, esplicitare l’annuncio della vita come vocazione e rivolgere loro una chiara proposta vocazionale. I giovani attendono che qualcuno rivolga loro una precisa domanda vocazionale facendo risuonare le parole di Gesù: «Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Andate anche voi nella mia vigna » (Mt 20,6).
Far pregare le Comunità per le vocazioni. La realtà di una Chiesa che chiama prende forma anche nell’incessante preghiera di tutto il popolo di Dio affinchè il Signore doni nuovi operai per la sua messe. Le vocazioni nascono da una Chiesa che le chiede, che rompe il cielo con la sua insistente preghiera affinché la voce di Dio sia udita dai giovani. Per questo favoriamo la preghiera semplice di tanti nostri cristiani per il dono di nuove vocazioni. In particolare educhiamo i ragazzi, gli adolescenti e i giovani a pregare il Signore per intuire e comprendere la vocazione che Dio ha pensato per ognuno di loro.
 
Don Giancarlo Pivato
(direttore Centro diocesano vocazioni)