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Testimonianza sr. Tamai   versione testuale








 “Cercate il mio volto” (Sal 27,8) è stato l’invito che è risuonato più volte in me, una specie di filo rosso che nonostante gli alti e bassi nella relazione con il Signore, mi faceva intuire il desiderio costante di conoscerlo e capire cosa fare della mia vita.
Il mio cammino di fede ha le sue radici in parrocchia a Silea e nello scautismo a Fiera di Treviso, dove specialmente grazie all’esperienza del servizio, al bene e alla cura ricevuti, la presenza di Dio si è fatta concreta nella mia storia.
Per fare chiarezza il confronto con il Vangelo e l’accompagnamento di un sacerdote sono stati fondamentali.
Tra amici, servizio e università … sentivo però l’esigenza di fare un passo ulteriore nella ricerca della mia vocazione. Così sono stata invitata a partecipare al gruppo di discernimento vocazionale 153: un cammino condiviso e di confronto che mi ha aiutata a mettere ordine nella mia vita e nella mia esperienza di rapporto con Dio. Negli anni successivi il mio percorso di ricerca è continuato fino a quando ho deciso di intraprendere un cammino più specifico di discernimento e, successivamente, di formazione tra le Discepole del Vangelo.
Pian piano il Signore in questi anni si è rivelato come colui che dà senso alla vita chiedendo di aprire lo sguardo e il cuore sul mondo e sull’altro. Un mondo che ha tanto bisogno di cura, accoglienza, fraternità nelle dimensioni normali della vita: il lavoro, lo studio, la famiglia, gli amici, il servizio.
Credo che questo sia stato un passaggio fondamentale per comprendere la mia vocazione: dal cercare la mia felicità al capire verso chi il Signore mi chiede di impegnarmi.
La fraternità e l’esempio di Charles de Foucauld sono stati e sono tutt’ora una scuola per costruire nella quotidianità, relazioni più fraterne e libere, alla luce del Vangelo: proprio in queste dimensioni, belle ma non sempre facili da vivere, il Signore ha deciso di rivelarmi il suo Volto.
Il mio cammino non è stato facile né lineare, ma mi sta aprendo orizzonti nuovi, che promettono alla mia vita una qualità diversa, molto al di là di ciò che avrei potuto desiderare o immaginare di costruire da sola.
Così il 14 aprile c’è stata la mia prima professione tra le Discepole del Vangelo. Pensando alla professione religiosa e di fronte alle difficoltà e ai timori incontrati, e che ci saranno in futuro, non posso che rispondere: “Signore da chi andremo, tu hai parole di vita eterna, vita vera, ricca di senso” (cf. Gv 6,68). Le parole del Signore sono vere per me e credo possano dire molto a chiunque è alla ricerca di senso profondo e di verità per la propria vita.