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Lessico della vita ineriore   versione testuale
Le parole della spiritualità






di Enzo Bianchi
 
 Al termine di questa recensiome, puoi scaricarti il libretto scritto da Ebzo Bianchi.

Senza l’interiorità, aggiungiamo noi, non esiste autenticità in nessuna vita. Per coltivare l’interiorità è necessario custodire, creare e vivere la bellezza. “Si tratta, infatti, di una bellezza da instaurare nelle relazioni”. Questo dobbiamo fare al più presto se vogliamo tornare a credere anche nella speranza e nella salvezza. Avere conoscenza di sé è l’altra strada che debbiamo percorrere se vogliamo completare il nostro cammino nell’interiorità. “La conoscenza di sé esige attenzione e vigilanza interiore, quella capacità di concentrazione e di ascolto del silenzio che aiuta l’uomo a ritrovare l’essenziale grazie anche alla solitudine”.

Solamente se saremo capaci di conoscere noi stessi, sarà possibile abitare la vita interiore. Chi conosce se stesso è veramente libero, perché questi può nutrire un rapporto equilibrato con la realtà e con gli altri e scoprire motivi di speranza e fiducia per il futuro. Enzo Bianchi scrive un lessico della vita interiore perché egli crede che ognuno di noi abbia il preciso dovere di dare un senso al tempo che vive.
Nel continente interiore si gioca tutta la partita. Pazienza, Attenzione, Meditazione, Silenzio, Amore del nemico, Vigilanza, queste sono alcune parole della spiritualità che il priore di Bose consegna a credenti e non credenti come modello di una vita autentica. Il fatto che esista solo il mondo dello spirito ci toglie la speranza e ci dà la certezza, scriveva Franz Kafka nella solitudine di Zürau.

Enzo Bianchi, immerso nella contemplazione, nella preghiera e nel raccoglimento del monastero di Bose, avverte che definire la vita interiore non significa viverla quotidianamente. Aiuta a farlo la spiritualità, che vuol dire riprendere a imparare a pensare, a fare discernimento delle cose, recuperare autenticità, franchezza e libertà.