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L'arcidiocesi di Manaus in Brasile   versione testuale
Perché a Manaus?
Nell’ottobre 1996, l’allora direttore del Centro Missionario Diocesano - d. Franco Marton - scriveva un articolo per l’inserto “Missione e dialogo della Vita del popolo” dove motivava la scelta di passare dalla parrocchia di Limoeiro in diocesi di Nazarè, Nord-Est del Brasile, alla periferia della città di Manaus, in Amazzonia.
Nella parrocchia di Limoeiro, dopo trent’anni di presenza di preti fidei donum trevigiani, rimaneva d. Luigi Cecchin (vi resterà fino alla morte avvenuta nel 2010) mentre d. Olindo Furlanetto, da sei anni in Brasile, verrà inviato proprio a Manaus, primo fidei donum che la Chiesa di Treviso manda in Amazzonia.
La decisone di “spostarsi” all’interno del Brasile era la risposta data, dalla Diocesi di Treviso, all’appello fatto dell’Episcopato latinoamericano. Queste le parole dell’allora vescovo di Treviso, mons. Magnani: «Rispondendo alla richiesta dell’Episcopato latinoamericano di rivolgere l’attenzione alle periferie urbane, pensiamo di orientare la nostra presenza missionaria, in forma comunitaria, sulla periferia di una città» (dalle “Direttive del vescovo, mons. Magnani dopo due sedute del Consiglio Presbiterale sulla Cooperazione diocesana all’attività missionaria, maggio-ottobre 1996”).
Nell’articolo citato d. Franco così motivava la scelta di “partire da Limoeiro”:
«Il criterio della loro presenza (dei fidei donum) è sempre stato quello evangelico: andare lì dove c’è più bisogno. Quando le comunità cristiane son in grado di essere autonome, si passa d un altro luogo. La nostra diocesi stava preparando da qualche anno il passaggio del Nord-Est ad un’altra area del Brasile […]. Qui ormai la comunità cristiana è viva nella fede […]. Ora il nostro Vescovo, dopo un prolungato discernimento, […] invia don Olindo […] e don Riccardo Zanchin a servizio della chiesa che è in Manaus».
Non solo il perché ma anche il come andare viene delineato dal direttore:
«Non si va a fondare una missione: si va a cooperare con una chiesa che è già impegnata in un duro sforzo missionario nella periferia della grande città. La nostra dovrà essere una presenza discreta, fraterna e umile e con mezzi poveri tra gente povera che, in qualche modo, ha già sentito parlare di Gesù ma vive dentro un tessuto sociale disgregato dalla povertà, dalla miseria e dalla violenza […]. In Brasile, ormai, i tre quarti degli abitanti vivono in città. Dopo i grandi esodi della gente dalle campagne, il Vangelo dovrà prender casa in città. È un’impresa difficile e nuova: “La chiesa dovrà inculturare il Vangelo nelle città e nell’uomo urbano”».
È l’inizio della presenza di fidei donum trevigiani, a Manaus!
Il 7 gennaio 1997 d. Riccardo Zanchin raggiunge d. Olindo e, insieme iniziano a conoscere e operare nelle aree missionarie a loro affidate, dall’allora vescovo di Manaus mons. Luiz Soares Vieria, Santa Helena e Santa Monica: formate da 22 comunità, occupavano un’area di 150 kmq con 160.000 persone (già allora in constante aumento).
Nel corso degli anni altri preti sono stati inviati dalla Chiesa di Treviso - d. Gianfranco Pegoraro (1999), d. Lorenzo Tasca (2005), d. Stefano Moino (2009), d.Claudio Trabacchin (2010), d. Roberto Bovolenta (2011) - avvicendandosi nella missione.
Oltre ai numerosi preti la missione in Manaus ha visto la presenza di alcune coppie di sposi - anche con i figli - Francesca e Diego Zanon (1988), Stefania e Rudi Sagredin con il piccolo Giovanni (2003), Serena e Sandro Lucato con Andrea e Matteo (2005), Loredana e Gabriele Naimoli con Zaccaria (2008).
L’8 dicembre 2014, in una delle chiese di Sant’Helena, mons. Sergio Eduardo Castriani, attuale arcivescovo di Manaus, ha presieduto la messa di ringraziamento - concelebrata anche da mons. Adriano Cevolotto (Vicario generale della diocesi di Treviso) e da d. Mario Pasqualotto (ausiliario emerito di Manaus) - per i molti anni di presenza missionaria trevigiana nelle due aree e, ora, riconsegnate al clero diocesano brasiliano.
La celebrazione ha segnato il passaggio, richiesto proprio dall’arcivescovo Castriani ai fidei donum: lasciare l'area pastorali di Santa Helena e aggiungere all'area di Santa Monica, già servita dai fidei donum, un’altra grande area (di circa 250.000 residenti) che è stato deciso di dividere in due: San Francisco e San Pedro, ognuna costituita da 8 comunità.