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Catechisti alla tavola di Gesù   versione testuale
Oltre 300 delegati all'assemblea di inizio anno e 1.200 al pellegrinaggio giubilare in cattedrale











E’ davvero un ottobre ricco di eventi e di proposte per i catechisti della Diocesi, alle prese con l’avvio dell’anno catechistico nelle parrocchie e con la propria formazione. Lo scorso 1° ottobre si è svolta l’assemblea diocesana dei catechisti, che hanno vissuto anche il proprio Giubileo, con il passaggio della porta santa. Ecco alcune pennellate per condividere questi momenti.
Catechisti in collaborazione. Don Alberto Zanetti, direttore dell’ufficio catechistico, presenta in assemblea un interessante raffronto fra i dati della Visita pastorale del nostro Vescovo e quelli dell’indagine diocesana sulla catechesi svolta nel 2005. Da sottolineare due novità legate all’istituzione delle collaborazioni pastorali: l’esigenza di convergere in progettazioni comuni, che ha trovato negli itinerari diocesani un valido aiuto, e la presenza di coordinatori per la catechesi, una figura che si sta pazientemente delineando in questa stagione ecclesiale e si sta progressivamente diffondendo in quasi tutte le comunità parrocchiali e nelle collaborazioni.
Catechisti in ascolto della spiritualità dei ragazzi. “O Dio fa’ che i terroristi salvino”, “che gli hackers mettano i Like” e “gli zitelli si mettano insieme”, “Che ci sia la pace nel mondo”: don Andrea Caratozzolo riconsegna ai delegati all’assemblea l’esperienza giubilare che ha coinvolto 7.000 ragazzi e ha lasciato in Cattedrale il prezioso dono delle loro preghiere. Aprire lo scrigno di questo tesoro ha permesso di riconoscere come bambini e ragazzi entrano in relazione con il Signore. I catechisti in assemblea ascoltano con il fiato sospeso; fra un sorriso e un brivido di commozione intuiscono che stanno calpestando un suolo sacro, quello dell’incontro tra i loro ragazzi e Gesù: non si può certo dire che i ragazzi non sappiano pregare.
Catechisti disposti a lasciarsi resettare. Interviene don Paolo Sartor, direttore dell’Ufficio catechistico nazionale. Un’occasione importante per verificare il progetto catechistico diocesano in relazione ai nuovi orientamenti della catechesi. L’invito di don Paolo è di continuare sulla strada intrapresa, riconoscendo nell’ispirazione catecumenale il riferimento di ogni itinerario catechistico. “L’ispirazione catecumenale incoraggia il discernimento, rispetta e promuove la libera adesione del ragazzo, nei confronti del quale il catechista sarà meno preoccupato di porre la domanda “hai capito?” ma piuttosto: “come ti stai consegnando al Signore?”, “ti piace questa proposta, cosa senti importante, bello per te?”. Riprendendo un’immagine di papa Francesco, don Paolo ha fatto presente che la comunità che evangelizza è quella che è disposta a lasciarsi resettare, disponibile cioè ad abbandonare schemi abitudinali e ad aprirsi a nuove forme di vicinanza e di annuncio.
Catechisti a tavola insieme. Attorno ai 18 tavoli preparati nel Tempio di san Nicolò si condivide un ricco banchetto. E’ l’ascolto reciproco delle difficoltà e degli appelli dei ragazzi nelle esperienze di spiritualità che la catechesi propone: la preghiera personale e comunitaria, la riconciliazione, l’eucaristia, la vocazione e il discernimento. Dal presbiterio non si sente il solito accavallarsi delle voci ma si gusta l’immagine di trecento catechisti in rispettoso dialogo, quasi in contemplazione di fronte ai segni di apertura di ogni ragazzo all’incontro con Gesù. Una bella icona di Chiesa.
Catechisti in pellegrinaggio. Iniziano ad arrivare in piazza Duomo gradualmente, qualcuno da san Nicolò, altri direttamente dalla loro parrocchia. Mille libretti sono già stati distribuiti, duecento altri catechisti sopraggiunti leggono quello del loro vicino. Ci si incammina in processione verso la Cattedrale: il cammino verso la porta santa, sottolinea il vescovo Gianfranco Agostino, mostra la bellezza di un popolo che va incontro al suo Signore e poi nuovamente si impegna a rendersi ospitale ed accogliente verso tanti altri fratelli. Dall’assemblea uno ad uno escono i nuovi catechisti per ricevere dal Vescovo il mandato: un motivo di speranza per la catechesi diocesana, ma soprattutto il segno della vitalità delle nostre parrocchie che non rinunciano alla bellezza di continuare ad annunciare il vangelo di Gesù.