Versione accessibile | Mappa del sito | Contatti
A A
 area di lavoro » Diocesi di Treviso » Notizie » Santa Bertilla: domenica la messa con il Vescovo al Ca' Foncello 
Santa Bertilla: domenica la messa con il Vescovo al Ca' Foncello   versione testuale
Dal 2002 è patrona speciale dell'ospedale dove lavorò come infermiera







Verrà celebrata domenica 23 ottobre con una Santa Messa alle 10.30 nella chiesa dell’Ospedale Ca’ Foncello di Treviso la festa di Santa Bertilla. A presiedere il rito sarà monsignor Gianfranco Agostino Gardin, Vescovo di Treviso. La festa quest’anno cade nella ricorrenza del novantaquattresimo anniversario della morte della religiosa che dedicò la sua vita come infermiera ai malati del nosocomio trevigiano di cui è stata proclamata patrona.
E’ dal 2002, nel 150° anniversario della presenza delle suore Dorotee a Treviso, che Santa Bertilla Boscardin è stata riconosciuta Patrona Speciale dell’Ospedale di Treviso con decreto del vescovo Paolo Magnani. Fu così siglato un legame che da sempre ha unito la sanità trevigiana alla memoria dell’umile suora infermiera.
Nata nel 1888 a Brendola (Vi), in una famiglia contadina, Anna Francesca Boscardin entrò nel 1905 nelle suore Maestre di Santa Dorotea Figlie dei Santissimi Cuori a Vicenza. Col nome di Suor Maria Bertilla, divenuta infermiera, lavorò nell'ospedale di Treviso, dove si dedicò a servire i malati e fu infaticabile nell'aiutare le consorelle. La sua biografia racconta che nonostante fosse stata colpita da un tumore a soli 22 anni, continuò con impegno il proprio lavoro, reso più faticoso dalle difficoltà e dalle tensioni della prima guerra mondiale, durante la quale seguì i malati trasferiti a Como e Viggiù. Tornata a Treviso, riprese il suo lavoro in ospedale nonostante l'aggravarsi della malattia. Morì a 34 anni, nel 1922, nello stesso ospedale in cui aveva a lungo prestato la sua pietosa opera. La sua grandezza spirituale venne riconosciuta dai papi Pio XII che la proclamò Beata e da Giovanni XXIII che la elevò alla gloria dell’altare come Santa.
"Santa Bertilla ha fatto della carità=amore il suo stile di vita, mettendo al centro Gesù - raccontano le religiose Dorotee di Treviso -. Questa era la vera sostanza della sua spiritualità e della sua profonda vita interiore: una relazione viva con Gesù.  Chi possiede Gesù – scriveva Bertilla nel suo diario – possiede tutto. Chi perde Gesù, perde tutto. Da questa carica interiore scaturiva dal cuore di Bertilla la compassione e la misericordia. Annota ancora nel suo diario spirituale: Gesù, quanto mi ama! Resta sempre in mia compagnia, si unisce totalmente a me da fare un’unica cosa… Oggi voglio pensare sempre a Te, Gesù, fare tutte le mie azioni insieme a te e per te. E’ il segreto dell’instancabile donarsi compassionevole e misericordioso di Bertilla. Con lo sguardo e il cuore stabilito in Dio, andava  serena nelle corsie dell’ospedale, dimentica di sé, accanto agli ammalati e ai sofferenti, diffondendo il profumo di quella presenza che la abitava. Bertilla, come il buon samaritano, si è caricata sulle spalle tanti dolori, tante fatiche che minavano l’esistenza di tanti fratelli; versava con amore l’olio della consolazione e della compassione. Pensiamola nella così detta “baracca dei sudici” all’ospedale. Lavava, curava, toccava quei corpi vedendo in essi Gesù. E così anche durante la guerra  a Viggiù (VA), presente ovunque nelle situazioni di pericolo, e non solo. E’ fedele, non calcola fatiche o umiliazioni; non rinfaccia l’ingratitudine di molti. Tutto compie con quell’amore grande - concludono le suore -, eccessivo, raro-  direbbe il fondatore Giovanni Antonio Farina. Trovava vie sempre nuove per raggiungere chiunque e aprirsi una breccia nei cuori feriti, affaticati e oppressi".
LE MESSE ALL'OASI
8.30 / 10.30 / 15.15 / 17.45 per gli studenti universitari