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San Pio X nel mondo
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Preghiere   versione testuale
L'universalità della devozione a S.Pio X






Prendendo lo spunto da una preghiera a S. Pio X del 1954 ...              di Quirino Bortolato
 
Molte sono le preghiere scritte in onore di S. Pio X in tutto il mondo, in varie occasioni ed in diversi periodi storici, molte le sensibilità che in esse sono espresse, molte le attese dell'uomo contemporaneo che guarda ad un Santo che sente suo, per potersi meglio orientare nella sua ricerca dell'Infinito di cui sente il bisogno e la mancanza.
Una di esse è stata tradotta da Carlo Sarandrea e pubblicata a cura del Gruppo Esperantista Cattolico di Treviso, per cui un particolare grazie va attribuito al traduttore, al dott. Serio Boschin e al dott. Franco Cazzaro.
Mi risulta che anche un'altra preghiera sia stata tradotta in esperanto da Carlo Sarandrea e fatta pervenire, a cura dei due amici trevigiani citati, a tutti i devoti del Santo protettore degli Esperantisti Cattolici in occasione del 10° Congresso della U.E.C.I., a Paderno del Grappa nel settembre 1996.
Mi auguro di vederla pubblicata in Katolika Sento quanto prima, perché esprime la sensibilità dei credenti nel 1951, anno della sua beatificazione, avvenuta il 3 giugno. Ma esprime anche la sensibilità degli esperantisti cattolici di allora perché, nello stesso anno, la sua beatificazione fu salutata con grande gioia dai partecipanti al 23° Congresso dell'IKUE, a Monaco di Baviera, e Pio X fu proclamato "patrono celeste degli esperantisti cattolici" di tutto il mondo: il congresso si è tenuto dal 4 all' 11 agosto 1951; il numero di Espero Katolika sul congresso non cita esplicitamente una proclamazione, ma in più luoghi cita "Pio X, nostro patrono" e la conferenza tenuta da Luigi Minnaja.
A quel tempo la Chiesa era sotto tiro a causa della scomunica che Pio XII aveva lanciato contro coloro che coscientemente la combattevano: vedendosi attaccati da tutte le parti, perseguitati in Russia ed in Cina, accerchiati anche in patria dagli stessi italiani laicisti, socialisti e soprattutto comunisti, era naturale per i cattolici rivolgersi a quel protettore che, nel suo tempo, aveva combattuto con successo le forze avverse alla Chiesa di Cristo.
Una delle prime preghiere divulgate subito dopo la canonizzazione del beato Pio X (29 maggio 1954), se non la prima, esprime gli stessi concetti.
È uscita a cura della tipografia Pio X, come appare dalla dedica che apre l'elegante volumetto pubblicato per la fausta ricorrenza:
"A San Pio X - l'armonia multilingue - di un coro unanime - di fede, di lode e di benedizione - al suo trono in gloria - convergente - ha raccolto in queste pagine - in segno di riconoscenza - e di devozione - la sua Tipografia Pio X. Roma, 20-30 maggio 1954".
Si dirà che non ha nulla di particolare e che è una delle tante preghiere recitate ai santi.
Invece ha la particolarità che è una delle più note nel mondo e sicuramente quella che esprime il maggior senso di universalità della devozione al novello Santo, perché è stata tradotta in 34 lingue: latino, francese, inglese, tedesco, spagnolo, portoghese, olandese, danese, irlandese, norvegese, svedese, finlandese, russo, polacco, ceco, slovacco, lituano, lettone, ungherese, sloveno, croato, serbo, romeno, bulgaro, greco, turco, ucraino, biancoruteno, arabo, siriaco, ebraico, armeno, etiopico, cunamo (lingua di un popolo stanziato fra Eritrea e Sudan).
Con queste lingue si poteva raggiungere i cattolici in quasi tutto il mondo: tra le più importanti, mancano almeno la lingua cinese, giapponese e coreana, cioè tutto l'Estremo Oriente.
Purtroppo manca ancora qualcosa.
Qualcosa che, per la mia sensibilità, è estremamente importante.
Manca la traduzione in lingua universale Esperanto.
Ho pertanto cercato di chiudere la "falla con un tentativo", che qui presento al benevolo lettore, ma che non so quanto bene sia riuscito.
Buona preghiera!