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Madre Oliva Bonaldo è venerabile   versione testuale
Il Papa ha autorizzato la promulgazione del decreto sull'eroicità delle virtù della fondatrice delle Figlie della Chiesa






Lo scorso 9 dicembre papa Francesco ha ricevuto in udienza privata il card. Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso dell’Udienza il Sommo Pontefice ha autorizzato la Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti, tra gli altri, le virtù eroiche della Serva di Dio Maria Oliva del Corpo Mistico (al secolo, Maria Oliva Bonaldo), fondatrice dell’Istituto delle Figlie della Chiesa; nata a Castelfranco Veneto il 26 marzo 1893 e morta a Roma il 10 luglio 1976. Il riconoscimento è arrivato a poco più di un mese dalla dichiarazione di venerabilità della figlia spirituale di madre Oliva, suor Olga Gugelmo.
Il 31 ottobre papa Francesco aveva autorizzato, infatti, a promulgare il decreto che, nel riconoscerne le “virtù eroiche”, dichiarava “venerabile” suor Olga, nata a Poiana Maggiore (Vicenza) nel 1910 e morta a Mestre nel 1943. I decreti rappresentano un passo importante nel processo di beatificazione delle religiose che potrà avvenire dopo il riconoscimento e l’ufficializzazione da parte della Congregazione delle Cause dei Santi di almeno un miracolo realizzato grazie alla loro intercessione. Va verso la conclusione anche il processo canonico della Serva di Dio Maddalena Volpato, Figlia della Chiesa nata a Sant’Alberto e morta nel 1946 a 27 anni. Un momento straordinario per le Figlie della Chiesa, che proprio quest’anno hanno ricordato il centenario dell’intuizione mistica, vissuta da Oliva Bonaldo durante la processione del Corpus Domini del 1913 a Castelfranco.
Sta andando verso la conclusione anche il processo canonico della Serva di Dio Maddalena Volpato, Figlia della Chiesa nata a Sant’Alberto di Treviso e morta nel 1946 a 27 anni.
“Un filo rosso lega la santità di queste tre donne straordinarie che hanno condiviso il carisma nato dalla grazia di “illuminazione mistica” che all’origine ha coinvolto la giovane ventenne Maria Oliva Bonaldo: quello del dolore testimonianza d’amore" sottolinea mons. Lino Cusinato, preposito della Comunità degli Oblati di Treviso. Ecco un profilo delle due religiose stilato da mons. Cusinato, che uscirà nel prossimo numero della rivista “Maestro e Padre":
 
Maria Oliva Bonaldo
Nata a Castelfranco nel 1893, ventenne nel 1913 durante la processione del Corpus Domini in piazza Giorgione è stata toccata dalla grazia che l’ha illuminata sulla Eucaristia quale sacramento dell’amore di Cristo che offre la sua vita al Padre per la salvezza dell’umanità; da questo amore nasce la Chiesa che è corpo mistico di Cristo, presenza anch’essa oblativa nel mondo dell’amore che perdona, riconcilia, unisce l’umanità a Dio. La vocazione di Maria Oliva, che percorse un cammino ventennale di consacrazione tra le Canossiane e maturò nel 1939 nel nuovo istituto delle Figlie della Chiesa, era di vivere il dolore che nasce dall’amore, l’amore ablativo di Gesù Crocifisso, e di Maria la Madre Addolorata com’ era nella spiritualità canossiana. Morì nel 1976 circondata dalle sue figlie, ormai diffuse nel mondo, dopo aver sperimentato che alcune di esse avevano vissuto eroicamente il carisma nel dono totale della vita. La causa di beatificazione di Madre Oliva fu introdotta nel 1987 e concluso nel…
 
Olga Gugelmo
Tra i primi quattro virgulti d’olivo che si raccolsero intorno alla mensa del Signore, invitati da Madre Oliva nel 1938, era Olga Gugelmo, guardata dalla fondatrice con predilezione quale figlia che, avendo profondamente fatto proprio il carisma, era in grado di guidare le sorelle anche dopo di lei. Era nata a Pojana Maggiore (Vicenza) nel 1910, divenne maestra elementare, impegnata nell’Azione Cattolica e nelle opere di carità; quando incontrò la Bonaldo era già guidata spiritualmente e in ricerca vocazionale. C’erano alcune affinità tra le due donne, che sarebbero maturate in una relazione formativa particolarmente esigente quanto entusiasmante. Fatta subito responsabile della casa di Mestre (1940), fu inviata nel 1941 ad Ischia per aprire una nuova comunità desiderata da Don Ciro Scotti, il fratello spirituale di Madre Oliva. Nel 1942 dovette rientrare segnata dal male (meningite tubercolare) che l’avrebbe consumata in pochi mesi. Dopo un ricovero in ospedale, morì nella casa di Mestre l’11 aprile 1943. La causa di beatificazione fu iniziata a Venezia dal Card. Roncalli nel 1948 ( a 5 anni dalla morte) e introdotta a Roma presso la S. Congregazione dei Santi nel 1975.
 
L’amore ablativo
Madre Oliva, subito dopo la morte di Olga volle scriverne il profilo spirituale, pubblicato nel 1948 col titolo Fiore di Passione, dove rivela la santità di questa figlia primogenita quale testimonianza perfetta del carisma proprio della sua famiglia religiosa: un fiore cioè la maturazione di un germoglio nato dall’amore oblativo condiviso per la fede con il Signore crocifisso. Questa immedesimazione, attraverso un percorso di dolore fisico e spirituale, breve ma intensissimo, è stata realizzata per la scoperta della obbedienza d’amore, il segreto che fa della vita un dono: gratuitamente ricevuto e ricambiato. La passione è la redenzione, la riconciliazione dell’umanità col Padre che Gesù Cristo ha compiuto sulla croce, di cui l’Eucaristia è il sacramento perenne e la Chiesa il progressivo completamento. Anche la Chiesa partorisce nel dolore, perché dona la vita divina per amore. Quando Oliva educava Olga all’obbedienza la introduceva nella mistica realtà dell’amore ablativo: la speranza del mondo. Altrettanto aveva fatto con Oliva il beato vescovo Longhin suo direttore spirituale.